22 June 2017 AMBIENTI, Bagno, Camera, CATEGORIE, Controller & Hub, Cucina, INFOGRAFICA, POST, Soggiorno

8 intriganti elementi di Google Home

Nel maggio 2016 Google ha tolto il velo: sarebbe entrata con una propria soluzione nel grande gioco degli Assistenti Vocali per la casa, come Amazon con Echo.
Trascorse solo qualche mese prima che l’hub connesso Google-Home fosse disponibile negli Stati Uniti… seguirono poi altri paesi di lingua inglese.
Anche in questo caso, il passo accelerato con cui l’Intelligenza Artificiale si sta evolvendo ha fornito un notevole contributo. I diversi Vocal Assistant si avvalgono anche di processi di autoapprendimento nella comprensione del linguaggio naturale, che diviene performante fino al punto di comprendere comandi in forma discorsiva.
Apple ha Siri, Amazon Alexa e da Mountain View l’idea di darle un nome evidentemente non ha mai trovato seguaci convinti, tant’è che la scelta è ricaduta su Assistant. In ogni caso la promessa resta quella di poter dialogare con un interlocutore virtuale che sappiamo essere di parte, ma che si sta rivelando una svolta decisiva nel nostro rapporto quotidiano con la tecnologia.
Attenzione però a non inquadrarla come un’esoterica mania, il fenomeno è invece da rapportare alle interfacce, che nel tempo hanno avvicinato sempre più l’uomo alla macchina.
Non ne siete convinti? Senza viaggiare ancor più in là nel tempo, osserviamo la trasformazione dell’interfaccia dei personal computer, l’oggetto più affine a tablet e smartphone per il rapporto individuale con la tecnologia. In pochi decenni siamo passati da:
• con due mani: digitando comandi in codice sulla tastiera
• con una mano: manovrando il mouse fra le icone
• con un dito: scorrendo e picchiettando sullo schermo touch
• senza mani: chiedendo al Voice Assistant!



  1. Integrato all’universo Google

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    Che Google fosse molto vicina al mondo dei Vocal Assistant lo si deduce facilmente. Dispone infatti di un’enorme quantità di dati e lo sviluppo di un motore di comprensione del linguaggio umano è concepito proprio per interpretare quell’enorme mole di informazioni con lo stesso metodo con cui sono state inserite. I nostri accessi e le richieste di informazioni al motore di ricerca hanno tracciato una lunga storia nei server di Google.
    Un esempio? Sullo schermo della TV appare il trailer di un nuovo film o viene trasmesso un brano musicale, chiedere ad “Assistant” il titolo o l’autore è il modo più semplice per soddisfare la curiosità. Gli speaker di Google-Home ci daranno la risposta dopo aver consultato nella rete e nei server (solo quanto serve a capire chi siamo, cosa facciamo,…). Se poi dovessimo anche chiedere qualche recensione a proposito, non ci verranno solo letti i pareri ma anche richiesto se abbiamo intenzione di prenotare un posto nel vicino cinema o il biglietto per il prossimo concerto della band.
    “Sagace!”

  2. Utenti multipli e personalizzazione

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    Gli utilizzatori di smartphone Android ben sanno che pronunciando “OK Google” possono richiedere informazioni all’assistente vocale del telefonino. Non cambieranno le cose con Google-Home, a cui ci si può anche rivolgere con un confidenziale “Hey Google”.
    Che bisogno ci sarebbe di un dispositivo che fa lo stesso quando siamo in casa? In fin dei conti abbiamo con noi lo smartphone.
    Ci sono differenze sostanziali fra le due situazioni!
    Lo smartphone è personale, lo teniamo in mano e sussurriamo al microfono, ha le impostazioni che gli abbiamo definito e le App che noi abbiamo deciso di installare, l’Assistente Vocale sarà pertanto rivolto all’individuo.
    Se parliamo a uno “speaker”, siamo in casa e ci aspettiamo che le nostre richieste siano attinenti anche all’ambiente; potremmo essere vicini o dall’altra parte del locale e forse nemmeno gli unici a usarlo. Google-Home riconosce le voci dei vari utenti, gli è bastato analizzare i singoli “Hey Google” un paio di volte per associarne la provenienza. Per evidenti ragioni di privacy, Google memorizza i dati di confronto a livello del dispositivo, evitando di ricorrere alla trasmissione su web.
    Di Google-Home se ne possono avere diversi in casa e, per non confondersi, la base può essere scelta fra sei varianti colore, saranno comunque tutti connessi.

  3. Musica con Chromecast

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    Google-Home a prima vista può essere scambiato per un diffusore di essenze, in realtà al suo interno trovano posto un paio di microfoni e 4 speaker. I microfoni servono per impartirgli domande o comandi, mentre gli speaker vengono impiegati da Assistant per rispondere… ma non solo! Basta un tocco alla parte superiore per attivare l’uscita audio, su cui regolare il volune scorrendo con il dito attorno alla zona centrale, una serie di LED si illumineranno in funzione del livello prescelto.
    Possiamo così chiedere di farci ascoltare YouTube Music, Spotify, Pandora, GooglePlay Music, o moltissimi altri la cui lista aggiornata appare nell’App Google Home.
    Nel caso si disponga di ulteriori Coogle-Home in locali diversi si procede creando un gruppo su cui diffondere le note preferite in tutta la casa, purché all’interno della stessa rete WiFi. Nel gruppo possono rientrare sia Google-Home che dispositivi Chromecast Audio, così come speaker compatibili con Chromecast stesso. Chromecast Audio è un accessorio separato da collegare all’ingresso AUX di un diffusore tramite un jack da 3,5 mmm. Nella confezione sono compresi i cavi di collegamento e di alimentazione.

  4. Video con Chromecast

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    Con lo stesso principio utilizzato per l’audio, Google-Home si collega al TV per riprodurre filmati, trasmissioni, film. Solo nel caso di filmati residenti nel canale YouTube la trasmissione è però diretta verso Chromecast. L’accesso ad altri canali o servizi richiede la rispettiva App. Una strada diversa da quella percorsa da AppleTV, un unico dispositivo che ospita le App e si collega alla TV, senza necessitare di iPhone.
    Il primo evidente vantaggio è che con Chromecast si trasforma in Smart un apparecchio TV dotato di ingresso HTMI. In più, tramite l’App Google Home si impostano le specifiche dell’account e la gestione di tutti i dispositivi, TV compresi.
    Il processo è semplice e gestito completamente dallo stesso smartphone o tablet su cui è installata l’App Google Home, disponibile per iOS e Android. Tutto avviene dal menu che compare in alto a sinistra, da dove impostare i dispositivi, nello specifico il Chromcast, e scegliere le App che permettono di collegarsi a vari servizi di video streaming, alcuni dei quali risultano gratuiti.
    Per i servizi con abbonamento, come Netflix, basterà inserire le credenziali dell’account per associarsi all’intero sistema.
    Se state gustando una rilassante serata di fronte allo schermo di casa, una volta mollemente rilassati sul divano basterà dire “Ok Google, play Friends on…” e qui citerete il nome che avete associato al Chromecast, per godervi una puntata sulle ironiche disavventure newyorkesi del gruppo di amici che pur di crescere venderebbero l’anima a Capitan Uncino.

  5. La casa a comando

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    Da Google-Home si possono controllare tramite Assistant una vasta gamma di dispositivi per home automation, fra i quali figurano Nest, SmartThings, Philips Hue, IFTTT, WeMo, Honeywell, TpLink, Logitech, August, Vivint, OneLink, Rachio, LiFX, Insigna, Wingz, FirstAlert, Anova. L’elenco è ovviamente destinato ad allungarsi.
    Dal suo esordio, quando solo pochi produttori avevano aderito al programma Google, si è passati dalla gestione di luci e temperatura al controllo di interi sistemi, strumenti per cucinare o fare le pulizie di casa, serrature e condizionatori.
    Come succede per gli ambiti HomeKit ed Echo, ormai tutti i produttori di dispositivi hanno colto i vantaggi nell’integrarsi in ecosistemi che ruotano attorno ai tre grandi player: Apple, Amazon, Google.
    Da questa tendenza scaturiscono vantaggi notevoli anche per i consumatori, che possono scegliere fra i numerosi dispositivi l’offerta più conveniente, senza doversi preoccupare di compatibilità che non vadano oltre il sistema operativo dello smartphone o dell’Assistente Vocale associato.

  6. Non dimentica gli impegni

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    Come descrivere al meglio quanto può risultare comodo avere una segretaria, o non di meno un segretario, la cui efficienza può renderci la vita meno complessa grazie alla sua inflessibile capacità di coordinare i nostri impegni? E se fosse a disposizione per ogni membro della famiglia con gestioni individuali e personalizzabili?
    Per chi è solito trascrivere e consultare in agenda ogni evento in cui è coinvolto non appare una stravolgente innovazione, a patto che non si scordi di appuntare ogni impegno (compresi quelli ricorrenti nei successivi anni!) e soprattutto di consultare costantemente le sue pagine per non scordarsi una scadenza. Per gli altri comuni mortali, consci che la gestione del proprio tempo non è sempre e solo nelle loro mani, proviamo a ricostruire uno scenario plausibile.

    Immaginiamo già attiva la versione italiana, con qualche licenza sulla frasologia, e ripercorriamo la routine quotidiana iniziando dalla mattina, mentre si prepara la colazione:
    Tu: “Ok Google, elenca gli impegni di nove aprile”
    GoogleHome: “Oggi, giovedì nove aprile, alle otto e venti devi essere all’aeroporto per ricevere il Dott. Rossi, alle sedici e trenta dal dentista, poi devi portare l’auto per il tagliando all’officina LeMans prima delle diciotto”
    Oppure: “Oggi, nove aprile le lezioni termineranno alle ore dodici, ricordati di passare a scuola a prendere i ragazzi, alle diciassette devi portare Giulio a tennis”

    Nel frattempo, sorbendosi il caffè con la fetta di torta prudentemente avanzata la sera precedente:
    Tu: “Quanto ci vuole per raggiungere l’aeroporto in auto?”
    Tu: “Che tempo fa oggi”
    Tu: “Qual’è l’indirizzo dell’officina Le Mans?
    Tu: “Quale mezzo mi conviene prendere per tornare a casa?
    Tu: “Aggiungi alla lista della spesa gli stuzzicadenti, i tovaglioli di carta, il detersivo per lavastoviglie”
    Tu: “Imposta un avviso alle sedici per i prossimi tre mercoledì e chiamalo Massaggi”
    Tu: “Hey Google, ricordami di comperarmi un Google Home appena disponibile”

  7. Risponde a ogni domanda

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    Come per la gestione delle agende potremmo elencare esempi di richieste che possono essere rivolte a Google-Home. Sarebbe però inutile poichè la vastità delle tematiche non risulterebbe inferiore a quella disponibile sul web. Cambierebbe invece l’approccio, o come abbiamo accennato in partenza, l’interfaccia.
    • Una mano nei capelli mentre si regge la testa, con l’altra impugna la penna che sta rosicchiando mentre gli occhi sono fissi sul quaderno: “Hey Google quanto fa tredici alla terza?”
    • Mentre dall’altra parte della cameretta si alza una vocina: “Hey Google, quali sono i maggiori fiumi della Spagna?”
    • Le mani sono altre, e sporche di farina “Hey Google, quante calorie contengono duecento grammi di burro?”
    • Se poi suonano al campanello e il nipote dall’Erasmus non è tornato solo: ”Hey Google, come si dice benvenuta tra noi in svedese?
    Può darsi che alla terza richiesta di traduzione venga proposto un viaggio a Stoccolma, ma questo non sarebbe diverso dai banner che compaiono “casualmente” nel browser.

  8. Verso i partner e…oltre

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    Immaginiamoci la diffusione dell’automobile cosa sarebbe risultata senza le autostrade, i distributori, gli Autogrill, l’autoradio, le indicazioni stradali, le guide ACI, Booking.com e per finire, il coprivolante leopardato. Sarebbe risultata spoglia e soprattutto inutile.
    Lo stesso accadrebbe a un computer senza programmi, allo smartphone senza App. Sono le partnership quelle che catalizzano l’interesse e completano l’offerta, così come sono i partner che permetteranno a Google-Home di espandersi soddisfando diversificati interessi ed esigenze.
    Sarebbe inutile elencare tutti i partner al programma Google Home, l’elenco riportato qui non resta immutato a lungo. Molti sono compresi nelle precedenti schede degli “8 intriganti elementi di Google Home”, di altri non ne abbiamo accennato anche perché non è certa la disponibilità in altre nazioni oltre gli USA, siamo però sicuri che se ne trovano di interessanti per chiunque.
    Un ultimo pensiero prima di concludere.
    Abbiamo distrattamente notato che dagli smartphone si possono effettuare chiamate voce e video. WhatsApp, Skype, FaceTime e altre App ce lo permettono senza conteggiare scatti o rientrare in tariffe dissanguanti.
    Non mi dire che dal divano, notando che le miglia accumulate possono tradursi in un volo per Londra…”Hey Google, chiama Kevin Smith”.

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