15 September 2017 Comments (0) CATEGORIE, Controller & Hub, INFOGRAFICA, POST

8 validi motivi per scegliere HomeKit

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L’iPhone viene usato da molti, ma probabilmente pochi hanno familiarizzato con HomeKit. Neppure dopo aver lanciato l’App Casa. Nulla è successo per far luce sulla reale utilità di quell’icona e di quella parete lignea coperta da un’Aramantacea che appare all’avvio. Purtroppo, al contrario di altre applicazioni che immediatamente evidenziano azioni e coinvolgimenti, per scoprire quanto sia interessante HomeKit occorre esplorarne le reali utilità. Solo a questo punto si otterrà una risposta in grado di scatenare curiosità.
Intanto scopriamo di cosa si tratta, iniziando proprio dalla definizione canonica: è la soluzione per controllare (finalmente) da un unico punto tutti i dispositivi che rendono la Casa Smart, indipendentemente da chi li ha prodotti, da dove sono collocati e da dove si desidera gestirli.
Noi aggiungiamo una seconda definizione: è il modo più pratico per gestire tramite uno smartphone le relazioni fra noi stessi e l’habitat in cui siamo inseriti.
Lanciato nel 2014 durante l’annuale conferenza agli sviluppatori, ha dovuto attendere due anni prima che iniziassero a comparire i primi prodotti compatibili e, solo dal 2017, l’elenco è divenuto interessante. Tutte le categorie contemplano diversi accessori anche se a dire il vero non molti sono già disponibili per il mercato Italiano.
C’è voluto del tempo per riunire diversi standard e molteplici produttori all’interno di un unico ecosistema, un obiettivo ambizioso che Apple ha raggiunto senza accettare compromessi sul fronte della sicurezza e mettendo a disposizione di coloro che aderiscono al programma le funzionalità e i servizi dei propri sistemi.
Nelle prossime 8 schede non scenderemo nei dettagli sul funzionamento di HomeKit, abbiamo pubblicato a proposito un articolo e abbiamo rializzato una SmartGuide per chi desidera approfondire l’argomento. Richiedila subito!
Qui troverete invece buone ragioni per utilizzare HomeKit, tenendo fede al sano principio secondo il quale “Le motivazioni migliori di una scelta provengono dai risultati tangibili che produce”.



  1. Dedicato a chi usa dispositivi Apple

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    Lo aveva predetto Steve Jobs quando nel 2007 presentò iPhone: Il mondo della telefonia mobile sarebbe cambiato per sempre. Da quel momento nessuno ha rinunciato allo schermo touch e alle App. Senza distinzioni fra generazioni, il rapporto con il “telefonino” ha prevaricato l’originale funzione. Ora, in tasca, abbiamo anche il telecomando del nostro Stile di Vita. O per dirla alla Domomia, il controllo diretto dell’intero Smart Habitat, inclusa la casa.
    A conferma della tendenza, dall’annuncio del 2014 iOS 8 Apple ha incluso Home Manager, il database che raggruppa gli accessori e ne organizza la gestione. Con l’uscita di iOS 10 è comparsa anche l’App Casa per iPhone, iPad e iPodTouch.
    Il cerchio stava evidenziando la quadratura. Chi utilizza un dispositivo Apple sa bene quali siano i vantaggi nell’interagire con un ecosistema integrato. Le barriere tecnologiche risultano annullate dalla facilità d’uso e il ricorso ai servizi proposti non è più problematico. Ora, quotidianamente ci si diverte o rilassa con qualche giochino, si comunica con social e messaggi, si chiedono informazioni a Siri, si controlla la forma fisica in Salute, si scattano foto come mai dall’avvento di Daguerre. Ma si ascolta anche la musica, si organizza l’agenda, si prendono gli appunti, si gestisce la casa.
    Apple ha dichiarato di voler estendere all’intera abitazione la User Experience che i suoi utenti apprezzano, e questo sta puntualmente avvenendo. Molte funzioni sono disponibili anche nell’App per AppleWatch, senza ricorrere all’iPhone si possono pertanto controllare i dispositivi installati e utilizzare le Scene, mentre AppleTV o un iPad divengono l’Hub per accessi dall’esterno.

  2. Un’unica comoda App

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    L’interfaccia è nello stile Apple: pulita, semplice e funzionale. L’App Casa è il centro di controllo da cui gestire tutti i dispositivi installati compatibili con HomeKit. Con la massima semplicità permette di collocarli nei locali, aggiungerne nuovi dispositivi e condividerne la gestione in famiglia. Attraverso Casa, senza dover ricorrere alle App di ogni singolo produttore, si controllano le funzioni di luci, prese, termostati, sensori e tutti gli accessori che aggiungerete in futuro. La modalità con cui l’App organizza i dispositivi prevede una struttura lineare: la Casa (o piùCase), le sue Stanze, gli Accessori. Su questo impianto si inseriscono ulteriori riferimenti come le Zone (per esempio i piani o le aree giorno-notte) e le impostazioni dei singoli accessori quali nome, collocazione, elenco preferiti e se visibile sull’AppleWatch. Ma che ragione c’è di installare un’ulteriore App quando ogni costruttore rende disponibile la propria? Innanzitutto precisiamo che nelle App di produttori possono esserci funzionalità dei dispositivi che nel contesto HomeKit non vengono considerate. La ragione principale risiede piuttosto nella gestione simultanea di tutti gli accessori, nonostante provengano da aziende diverse. Attraverso la definizione di Scene e l’attivazione dei Trigger (ci sono esempi nella scheda 8) si possono creare condizioni e combinazioni fra gli accessori che altrimenti andrebbero attivate singolarmente. Tutti sanno che la sera possiamo semplicemente dire “Buona Notte” a Siri per attivare l’allarme, spegnere le luci, abbassare la temperatura, ecc. Una vera comodità, come spiegato nella movie che abbiamo preparato sull’argomento!

  3. Il lato compatibile

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    Sull’argomento vi sono molti aspetti interessanti da scoprire, con qualche piccolo dubbio ancora irrisolto.
    Le soluzioni di home automation, e ancor più quelle di domotica, sono sempre partite dal presupposto di offrire compatibilità attraverso l’adozione di standard. I costruttori hanno finora offerto sistemi completi di centralina e accessori, oppure dispositivi aderenti a standard riconosciuti. Cercando sì di aprire agli standard, ma nel contempo senza perdere il controllo sui propri prodotti. L’implementazione dei protocolli di comunicazione avviene con un’insieme di variazioni che sarebbe impossibile interpretare senza il consenso del costruttore stesso. Un po’ come succederebbe se ci accordassimo sulla lingua da adottare ma scoprissimo che per comunicare si utilizza un dialetto.
    A conclusione, una volta deciso che sistema acquistare in linea generale sarebbe meglio seguire i dettami del produttore e non fidarsi delle compatibilità dichiarate dagli accessori supplementari. Nel caso di HomeKit la tecnologia è invece basata su specifiche definite da un costruttore che nulla ha a che vedere con sistemi e dispositivi di home automation, per questo la compatibilità verso chiunque aderisca ai criteri definiti da Apple è assicurata. Tale scelta ha agevolato l’adesione al programma anche ai piccoli produttori attraendo anche quelle aziende che pensavano fosse più conveniente controllare la propria nicchia di mercato piuttosto che aprirsi a spazi più ampi. Un approccio che mira ad accresce la fiducia verso il prodotto puntando su soluzioni integrate e sicure.

  4. Dalla Centralina in poi

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    I sistemi domotici hanno da sempre demandato tutte le funzionalità degli accessori collegati a una “centralina”, che oltre a fungere da Hub (da collettore) racchiude il software con le istruzioni necessarie a comandare i dispositivi. Nella sezione Hub & Controller sono riportati alcuni esempi.
    Con l’avvento degli smartphone – dotati di un Sistema Operativo ben più evoluto di qualunque centralina – e delle reti domestiche predisposte dai Router d’accesso al Web, le relazioni fra i diversi dispositivi avvengono attraverso un Gateway, apparato che permette di connettere reti dai protocolli anche diversi: Web, WiFi e Bluetooth in primis, ma anche quelli adottati dagli Standard industriali.
    Il Router installato dalle compagnie telefoniche è il Gateway più diffuso in case, uffici, locali pubblici e ovunque sia presente un hot-spot da cui accedere al Web.
    Apple produce iPhone e ha tutto l’interesse a favorire l’integrazione con diversi sistemi, non a caso nell’elenco degli accessori compatibili con HomeKit troviamo anche sistemi proprietari composti da accessori che si interfacciano a HomeKit tramite un proprio Bridge (un “ponte” che collega il protocollo usato dal produttore a quello in uso nel mondo Apple), che a sua volta demanda le funzioni di Hub a un iPad o all’AppleTV.
    Sempre più si aggiungono all’elenco anche singole lampade, prese, videocamere, sensori e molti altri prodotti che non richiedo un Bridge. Riconosciuti all’installazione dall’App Casa saranno poi gestiti completamente dall’iOS dell’iPhone tramite la sola rete domestica con i protocolli WiFi e Bluetooth.

  5. La voce

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    Ça va sans dire, con Siri si possono controllare i dispositivi HomeKit senza nemmeno usare App. Ecco alcuni esempi di comandi vocali: “Accendi lampada soggiorno” “Imposta termostato a 22 gradi”, “Tutti a nanna”. Ma, come l’appetito che vien mangiando, anche “Serata Film”, “Lasciamo Casa” e all’occorrenza, “Accendi irrigazione terrazzo”.
    Tutto funziona senza ricorrere a trucchi e magie: i comandi sono previsti nell’apposito dizionario HomeKit, i nomi di stanze e accessori li abbiamo definiti noi, Siri comprende il linguaggio umano.
    Nonostante ciò, proprio perchè non vi è nulla di magico può capitare di ricevere da Siri una risposta incongruente con la richiesta pronunciata. Il riconoscimento e l’interpretazione della nostra voce non è semplice come sembrerebbe, succedere anche a noi di capire “Roma per Toma”. Ma se da un lato lo sviluppo tecnologico farà evolvere gli Assistenti Vocali, dall’altro noi dobbiamo utilizzare correttamente i termini per evitare incomprensioni. Pertanto diremo ”Accendi” e “Spegni” se vogliamo riferirci alle luci, piuttosto che “Imposta” se vogliamo che il termostato si posizioni su una specifica temperatura.
    Bastano pertanto poche precauzioni per non creare confusioni con i comandi vocali, fin dal primo utilizzo dell’App abbiamo definito il nome della nostra abitazione e lo stesso con locali o aree di cui è composta. Ogni dispositivo all’installazione deve essere collocato in una stanza e riconosciuto dal nome assegnato. La “Lampada Soggiorno” sarà perciò facilmente distinguibile dalla “Lampada Camera”, così come le “Luci Terrazzo” sono una cosa diversa da “Tenda Terrazzo”.
    Nell’App Casa la gestione avviene tramite le icone-pulsante che rappresentano i dispositivi, come per migliaia di altre interazioni che abbiamo con lo schermo touch dell’iPhone. Per orchestrare il nostro Habitat a noi pertanto la scelta se posare il dito sull’icona o… dirlo a Siri.

  6. Controllo remoto

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    Anche quando siete fuori, quindi scollegati dalla rete WiFi di casa, avrete il completo controllo degli accessori installati utilizzando un iPad o AppleTV (dalla 3ª generazione) come Hub accessibile dall’esterno.
    Con il rilascio di iOS 10 Apple ha inserito nell’iPad la funzione che lo riconosce come Hub dalla rete di casa per dialogare con i dispositivi HomeKit installati. Unico presupposto è che l’iPad deve essere raggiungibile tramite WiFi o BlueTooth dagli accessori e, naturalmente acceso. Ricordatevi perciò di collegarlo all’alimentatore se pensate di assentarvi da casa.
    AppleTV non funziona con le batterie, quindi non c’è il problema dell’alimentazione ma sussiste quello della visibilità degli accessori. Alcuni usano solo BlueTooth e se AppleTV è lontano dalla loro portata non possono comunicare, anche se con l’iPhone riuscite a pilotare la presa o il sensore quando siete in casa. Il più semplice dei test da effettuare è quello di disattivare WiFi e Bluetooth nell’iPhone e verificare se gli accessori rispondono.
    Per non lasciar nulla in sospeso, spendiamo due parole sull’AppleTV. Potrebbe sembrare una forzatura obbligarne l’acquisto per il controllo remoto, se non si considerano le funzioni primarie dell’oggetto. Un sistema di intrattenimento collegato allo schermo televisivo per vedere film, sfogliare le foto, ascoltare musica, divertirsi come con una consolle di videogiochi e godere delle centinaia di App disponibili (a noi piace collegarci per esempio alle TV USA alcune con canali addirittura in diretta). Sempre funzionando da sicuro Gateway per accedere agli accessori HomeKit di casa vostra ovunque riusciate a stabilire una connessione al Web.

  7. Davvero sicuro

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    Esiste un binomio a cui il programma HomeKit si attiene per consentire il dialogo fra un dispositivo iOS e un accessorio: Sicurezza & Privacy.
    La discrezione è presa seriamente, al punto che Apple non conosce nemmeno quali dispositivi vengono controllati o come e quando vengono utilizzati, tutto viene associato a identificatori anonimi. Non sarebbe saggio permettere a sconosciuti il controllo di temperatura, serrature, luci, allarmi e ogni quant’altro è stato installato nella vostra casa.
    Le informazioni vengono doppiamente cifrate (criptate, come dicono tutti) sia quando si associa un dispositivo che durante le comunicazioni. Ogni accessorio compatibile HomeKit prevede un chip per l’abbinamento al dispositivo iOS durante l’installazione iniziale. Questo chip contiene le chiavi identificabili solo dal dispositivo associato. Inoltre, la sofisticata chiave per codifica e decodifica è specifica per quella singola coppia, nessun altro dispositivo simile potrebbe interpretarla. Addirittura il codice cambia fra miliardi di combinazioni per ognuna delle occasioni in cui i dati vengono scambiati, rendendo impossibile decifrarne i contenuti.
    Ricordate nella Seconda Guerra Mondiale i codici cifrati usati per nascondere al nemico informazioni riservate? Famoso fu il caso di Enigma, una macchina appositamente progettata dalle forze tedesche che generava un complicatissimo codice. Fu resa vana da uno scienziato britannico, Alan Mathison Turing. Impresa quasi impensabile se due sole Enigma avessero usato un proprio codice, di certo impossibile se le due Enigma avessero cambiato la cifratura ad ogni messaggio. Senza nulla togliere a Turing e all’esito positivo che la sua impresa ha impresso al conflitto, se si fosse imbattuto in un metodo simile a quello adottato da Apple gli sarebbe stata preclusa, purtroppo, ogni possibilità di successo.

  8. Scene e Trigger

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    L’App Casa funziona un po’ come un quadro di comando di un proprio database, in cui vengono inseriti dall’utente i dati dell’ambiente e dei suoi dispositivi. Attraverso il “pannello” dell’App si può intervenire nelle loro relazioni.
    Se vogliamo che uscendo da casa vengano spente le luci e l’impianto audio, chiusa la porta del garage, abbassate le tapparelle e ridotta la temperatura non sarà necessario richiamare ogni singolo apparato, basterà impostare una Scena nell’App Casa. Tutte le funzioni prescelte per gli accessori HomeKit verranno raggruppate in un’unica icona-pulsante, che attivate con un touch o da Siri.
    Le Scene, come è illustrato nel video sull’argomento, sono macroistruzioni concatenate e contemplano azioni che i dispositivi prescelti devono effettuare. L’avvio è determinabile anche con un evento generato da un accessorio; un Trigger (letteralmente Grilletto), è attivabile con una circostanza precisa relativa, per esempio alla posizione, l’orario, oppure la condizione di un accessorio. Quando usciamo da casa, il GPS dell’iPhone determina una referenza geografica, che se all’esterno di un raggio prestabilito attiva un Trigger-Evento. Così come potremmo attivare un Trigger-Evento a un orario preciso o al tramonto, che varia in funzione di latitudine e stagionalità ma anche a questo pensa iOS. Un Trigger può essere avviato, come abbiamo anticipato, da un accessorio, o meglio, dal suo stato. Caso tipico del sensore di movimento sollecitato da un passaggio. Oltre a lanciare una Scena i Trigger possono anche pilotare un dispositivo. Gli esempi abbondano, eccone alcuni: spegnere gli irrigatori quando si apre il cancello, accendere la luce e mandare una notifica se il sensore esterno rileva un movimento, abbassare le luci di un locale quando accendo la lampada di lettura…

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